(Agen Food) – Roma, 20 ago. – di Olga Iembo – Investire nella valorizzazione del territorio: obiettivo primario della Regione Lazio. Lo assicura Giancarlo Righini, assessore al Bilancio, Programmazione economica, Agricoltura e sovranità alimentare, Caccia e Pesca, Parchi e Foreste della Regione, che conferma quanto ha più volte ripetuto in passato, e cioè di porre il comparto agricolo in posizione centrale nell’attività politica. Ciò partendo dal suo riconoscimento come motore economico e anche di promozione culturale, nonchè strumento strategico finalizzato a uno sviluppo sostenibile e di promozione del territorio.
Di qui la scelta di puntare sul rilancio del settore, in primis con la promozione delle eccellenze regionali sui mercati interni ed internazionali. E allora ecco la partecipazione della Regione agli eventi più importanti, anche a livello mondiale, nonché il sostegno agli operatori locali attraverso bandi e altre diverse forme di sostegno all’agricoltura come, tra i principali strumenti, bandi per l’avviamento aziendale di giovani agricoltori (vedi ad esempio il bando dell’aprile 2024 destinato agli “Aiuti all’avviamento aziendale per i giovani agricoltori” per il quale sono stati stanziati complessivamente 25 milioni di euro, ndr), contributi per l’ammodernamento aziendale e l’innovazione, e misure per la promozione dei prodotti agricoli.
Ed ecco, poi, anche la condivisione di iniziative che sul territorio laziale puntano alla promozione delle realtà locali a partire dall’agroalimentare ma con riflessi su tutti i fronti, come è nel caso della Fiera Campionaria Mondiale del peperoncino che chiama ogni anno a Rieti centinaia di migliaia di persone alla scoperta di una realtà accogliente, laboriosa, e ricca. La Fiera Campionaria, che in questa XIV edizione si svolgerà dal 29 agosto al 7 settembre, offre infatti appuntamenti di vario genere che vanno dall’enogastronomia alla divulgazione scientifica; dagli scambi commerciali alla valorizzazione dell’attività di studio e ricerca; dalle iniziative che puntano alla sostenibilità al confronto strategico con realtà di altri Paesi come Ungheria, Angola, Ecuador, Marocco, Messico e Vietnam (le cui Ambasciate hanno confermato la propria presenza all’imponente manifestazione); dalle iniziative ludiche pensate per bambini e famiglie a quelle culturali. Fino ai coinvolgenti appuntamenti con lo spettacolo, che vedranno ciascuna serata della Fiera animarsi con i concerti dei beniamini più amati: a partire da Mr Rain, che aprirà il calendario dei concerti venerdì 29 agosto, poi sabato 30 agosto Fred De Palma, domenica 31 agosto AKA 7Even, venerdì 1 settembre e sabato 2 spazio alle voci di RADIO 105 con “LO ZOO DI 105” e “DISCO MANIA DI 105”, mercoledì 3 settembre Fabio Rovazzi, giovedì 4 settembre Sarah Toscano, venerdì 5 settembre Mietta, sabato 6 settembre El Ma e Leo Gassmann, mentre a chiudere la carrellata di ospiti, saranno i The Kolors, domenica 7 settembre al termine dei dieci giorni di eventi.
Così la Fiera, “esempio virtuoso di come si possano creare sinergie attorno a un prodotto identitario come il peperoncino”, mostra il proprio valore di “modello circolare che valorizza la filiera corta, promuove l’economia locale e rafforza il senso di comunità”, per usare proprio le parole che l’assessore Righini ha detto ad Agen Food.
Assessore, torna puntuale anche quest’anno la Fiera Mondiale Campionaria del Peperoncino, che è ormai considerata una delle più importanti del Mezzogiorno, e che ancora una volta conta sul sostegno della Regione, in che termini?
“Anche quest’anno la Regione Lazio ha voluto confermare il proprio sostegno alla Fiera Campionaria Mondiale del Peperoncino, una manifestazione che è cresciuta nel tempo fino a diventare un punto di riferimento nel panorama fieristico nazionale. Il nostro contributo si traduce in un supporto concreto, sia attraverso fondi dedicati alla promozione delle eccellenze agroalimentari, sia attraverso il patrocinio istituzionale, che riconosce il valore culturale, economico e sociale di questa iniziativa. Sostenere eventi come questo significa investire nella valorizzazione del territorio e delle sue produzioni tipiche, ma anche nel turismo e nell’indotto che queste manifestazioni generano”.
Questa manifestazione coinvolge a vario titolo operatori che rappresentano praticamente tutti espressione della realtà “locale”, non solo in campo agricolo e agroalimentare, ma anche per tutti gli altri aspetti che vanno dall’organizzazione alla logistica, dall’aspetto divulgativo a quello turistico. Quale valore ha tutto questo in termini di valorizzazione del territorio?
“La Fiera è un esempio virtuoso di come si possano creare sinergie attorno a un prodotto identitario come il peperoncino, coinvolgendo in modo trasversale agricoltori, trasformatori, artigiani, operatori turistici e culturali. Questo modello ‘circolare’ valorizza la filiera corta, promuove l’economia locale e rafforza il senso di comunità. Per la Regione Lazio questo rappresenta un obiettivo strategico: favorire un’economia territoriale coesa e sostenibile, che parta dalle specificità locali per costruire sviluppo e occupazione”.
Questo concetto del “fare rete” traspare anche dalla sinergia che sta alla base della Fiera fra le diverse Istituzioni, nonché fra i diversi organismi di categoria che non “competono” ma collaborano. Anche questo porta con sé un significato importante…
“La collaborazione tra istituzioni e categorie professionali che si respira alla Fiera è un segnale importante: dimostra che è possibile superare la logica della competizione sterile per abbracciare una visione condivisa di crescita. Questo approccio è in piena sintonia con la nostra idea di governance: la Regione può e deve essere un facilitatore di processi, sostenendo chi lavora con spirito di cooperazione e mettendo a sistema risorse, idee e competenze. Il fare rete è una chiave di successo per affrontare anche le sfide più complesse del comparto agroalimentare”.
La Fiera rappresenta anche un importante momento di confronto per gli operatori di diverse regioni d’Italia con le rappresentanze di altri Paesi, quali opportunità possono nascere da questi contatti?
“La dimensione internazionale della Fiera è un altro dei suoi punti di forza. Mettere a confronto operatori di diverse regioni italiane con quelli di altri Paesi apre scenari interessanti sul piano della promozione commerciale, degli scambi culturali e della cooperazione tra territori. Questi contatti possono generare nuove opportunità di export, partnership progettuali e, non da ultimo, attrarre investimenti. Il peperoncino diventa così un ponte tra tradizione e innovazione, tra locale e globale”.
Assessore come vede e soprattutto come si augura il futuro per la Fiera Mondiale Campionaria del Peperoncino?
“Mi auguro che la Fiera continui nel suo percorso di crescita, mantenendo però sempre saldo il legame con il territorio che l’ha vista nascere. La Regione sarà al fianco degli organizzatori per rafforzarne la dimensione nazionale e internazionale, valorizzare sempre più il ruolo delle produzioni agricole locali e potenziare le attività di formazione e divulgazione. Il futuro di questa manifestazione, grazie anche all’impegno degli organizzatori, sarà sicuramente positivo”.
Lei ha avuto modo di dire più volte, anche alla presentazione dell’ultima edizione della Fiera, quanto la Regione crede nel “valore dei territori”, ed il Lazio certamente esprime tante diverse realtà dall’enorme potenziale, quali strategie e azioni mettete in campo per sostenerle e promuoverle?
“Abbiamo introdotto una serie di strumenti per sostenere e promuovere le eccellenze territoriali del Lazio: dai bandi CSR alle misure dedicate alle filiere corte, passando per i progetti di promozione integrata che uniscono enogastronomia, turismo e cultura. Inoltre, stiamo investendo su innovazione e sostenibilità, con particolare attenzione alle aree interne, che spesso custodiscono produzioni uniche ma meno conosciute. Il nostro obiettivo è chiaro: rendere il Lazio una regione sempre più protagonista sul piano agroalimentare, valorizzando ogni singolo territorio con le sue peculiarità”.
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