Tamburini è responsabile per il centro Italia di Verisem un’azienda sementiera parte di un gruppo internazionale leader nel settore che, nel nostro Paese, ha ereditato e raggruppa strutture, competenze, e marchi storici, integrandoli in una rete internazionale solida e avanzata, ma è impossibile tracciare il confine che separa il suo impegno professionale dalla sua passione personale per i territori e al contempo per gli operatori che se ne prendono cura. Una partecipazione con testa, cuore e anima che nel reatino, oltre a seguire passo passo il percorso che negli anni ha visto affermarsi questa manifestazione “identitaria” che è la Fiera Campionaria, ha portato Tamburini anche a condividere l’avventura della nascita e dell’affermazione dell’oramai famoso “Sabino” fino ai giorni nostri, fino al desiderio che al più presto si arrivi per esso al riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta. E’ lui stesso a raccontarlo ad Agen Food.

Tamburini, il peperoncino è…?

“Il peperoncino è una spezia piccante originaria del Sudamerica ed importata in Europa con riconosciute proprietà nutrizionali, che aiuta a digerire ed ha potenti effetti positivi, risultando una vera e propria fonte di elementi necessari al buon funzionamento dell’organismo umano. Ne esistono innumerevoli varietà che si differenziano per forma, colore, aroma, ma soprattutto per piccantezza. Ma per me il peperoncino è molto di più: è passione pura, è stupore sempre nuovo. Il peperoncino è stato per me un amore crescente al punto da diventare passione. Aldilà delle mie conoscenze agro tecniche, derivanti dalla mia professione, l’approccio è stato esclusivamente amatoriale, con poche decine di piante, e con il tentativo di riprodurre il miracolo che la natura ci offre quotidianamente. Con l’aiuto e con il lavoro prezioso delle api, in alcuni casi sono riuscito ad ottenere nuovi incroci, nuovi colori e nuovi sapori del tutto occasionali ma unici nel loro genere confermando, il peperoncino, la massima espressione in quanto a biodiversità. Negli anni successivi ho seguito la tendenza proveniente da ogni parte del mondo nell’alzare l’asticella della piccantezza e sperimentando diverse specie percorrendo pressoché tutta la Scala di Scoville. Da allora la passione è cresciuta fino ad arrivare ad una piccola produzione, in pianura per un raccolto anticipato ed in collina dove le piante stesse sono più sane e meno attaccate da parassiti e funghi. Il risultato è stato avere a disposizione il prodotto per un periodo di raccolto più ampio rivolgendomi al mercato fresco. È uno di quei casi in cui la passione dà anche dei ‘frutti’ unendo l’utile al dilettevole.

E la Fiera Mondiale Campionaria che “celebra” proprio il peperoncino, per Rieti è…?

“La Fiera Mondiale Campionaria del peperoncino di Rieti è nata da un’idea dell’onorevole Guglielmo Rositani 14 anni fa proprio per celebrare questa spezia. Immediatamente è stato realizzato presso il Centro Appenninico del Terminillo un ‘campo catalogo’, unico al mondo, in cui ancora oggi vengono selezionate e coltivate oltre 900 specie diverse di peperoncino i cui frutti vengono esposti ogni anno in apposite teche durante i giorni della Fiera presso il Chiostro di Sant’Agostino. Sempre all’epoca si è lavorato per creare una varietà di peperoncino locale, che prende il nome di ‘Sabino’, che non solo ha dato ulteriore visibilità al territorio, ma ha contribuito a rafforzare la bontà e l’unicità della Fiera. Ma questa manifestazione è cresciuta sempre di più, ed oggi offre esperienze a tutto tondo rispetto a un mondo ricco e bellissimo”.

La lega alla Fiera di Rieti una forte condivisione degli interessi dei coltivatori oltre che la passione per un’attività meritoria legata alla terra, perché la sua è un’attività di fondamentale supporto ai produttori di peperoncino, in qualità di responsabile per Lazio Umbria e Abruzzo di Verisem Italia srl, Gruppo leader nella produzione di sementi, che a sua volta raggruppa e controlla altre aziende, ci spiega?

“La mia collaborazione con la Fiera è frutto della conoscenza ed amicizia con la famiglia Rositani e risale ad oltre dieci anni fa. Da oltre 40 anni sono responsabile per il centro Italia di un’azienda sementiera, l’attuale Verisem Italia, e la mia attività quotidiana è quella di supporto e coinvolgimento dell’intera filiera che lega molteplici attori sul territorio: azienda sementiera, vivaisti produttori di giovani piante, produttori di peperoncino. La presenza fisica durante tutti i giorni della Fiera è garantita dalle società Si.Mar di Padronetti, storica attività reatina presente da oltre 60 anni sul territorio, vero e proprio punto di riferimento in tema di agricoltura”.

Lei è anche uno dei principali “compagni di viaggio” della Fiera Campionaria del Peperoncino, negli anni ha portato avanti diverse iniziative di successo nell’ambito della manifestazione, ci racconta quelle che considera le più utili, le più riuscite e le più significative?

“Durante la manifestazione ho sempre cercato di coinvolgere i visitatori con seminari e corsi su vari temi: tecniche colturali, fertilizzazione, coltivazioni in vaso e in terrazzo, potature, innesti, riconoscimento e cura di patogeni e insetti con prodotti bio, e tanto altro. Due iniziative ricordo in particolare con immenso piacere per il grande riscontro: la prima nell’edizione del 2018, ‘Adotta un peperoncino e mettilo in mostra’ ha coinvolto circa 500 bambini delle scuole elementari. E’ iniziata nel mese di aprile nelle scuole, con l’ausilio di tutor guidati da ‘Tata Mary’ che hanno seguito i bambini in tutto il percorso, durato 5 mesi, nei quali i piccoli hanno partecipato personalmente a tutte le fasi di crescita fino alla fruttificazione. La seconda, poi, nell’edizione del 2022 ‘I sapori italiani’, quando all’interno della Fiera Mondiale del peperoncino è stato realizzato uno spazio di 500 mq che, tramite Verisem (allora Blumen Vegetable Seed) ha ‘ospitato’ tutte le regioni d’Italia con le proprie specificità agroalimentari. Anche questa iniziativa ha avuto tanto successo e secondo me è stata interessantissima e da ripetere”.

Quest’anno, invece, su cosa si incentrerà la sua presenza in Fiera?

“Per quest’anno, oltre a garantire un vasto assortimento di peperoncini, sempre grazie all’azienda SiMar di Padronetti, faremo in modo che l’intera via Ludovico Potenziani sia ‘dominata’ dal rosso con enormi sipari ai due ingressi della strada che simboleggeranno e sottolineranno lo ‘spettacolo’ dei peperoncini con i loro colori, odori e sapori. Inoltre, il giorno prima dell’inizio della Fiera gli uomini di Verisem Italia (marchio Seedium) raccoglieranno i frutti di circa 50 varietà di nuovi peperoncini provenienti dalla ricerca Seedium che poi saranno disponibili da vedere e apprezzare presso gli stand SiMar per tutto il periodo dell’evento. Il resto è sorpresa pura”.

Tamburini, in cosa consistono secondo lei il valore e l’importanza della Fiera Mondiale Campionaria del peperoncino?

“Il valore è enorme perché la Fiera Mondale del peperoncino, oltre ad essere un validissimo supporto per la promozione del territorio, rappresenta per me un metodo concreto di interscambio tra agricoltori, istituzioni, industrie, anche grazie alla presenza delle Ambasciate e dei soggetti coinvolti nei convegni giornalieri”.

Le sue aspettative per l’edizione che sta per iniziare e i progetti per il futuro…

“Le aspettative per questa edizione sono quelle di una sempre maggiore presenza di pubblico e di autorità, come giusto riconoscimento di un impegno davvero non indifferente. Per il futuro il mio augurio è che si possa completare l’iter intrapreso anni fa con il peperoncino autoctono e che il Sabino possa ottenere l’IGP come ulteriore e gusta opportunità per il territorio e i suoi operatori”.

 

 

Articolo completo su www.agenfood.it

 

 

 

 

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